**Il 21 aprile 2026, i ricercatori di sicurezza di Socket e StepSecurity hanno individuato nel registro npm due pacchetti malevoli capaci di diffondersi autonomamente, sottrarre credenziali e propagarsi ad altri progetti pubblicabili dalle vittime.**
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## Cosa È Successo
Le versioni 1.1.11 fino alla 1.1.14 di **pgserve** e alcune versioni del pacchetto **automagik** si sono rivelate veicoli di un attacco sofisticato alla supply chain del software open source. Non si tratta di un semplice malware passivo: i pacchetti compromessi implementano una logica di **autopropagazione attiva**, rendendoli di fatto dei worm in grado di muoversi autonomamente all’interno dell’ecosistema npm.
Il meccanismo di attacco sfrutta i **postinstall hook**, script che vengono eseguiti automaticamente al momento dell’installazione di un pacchetto. Attraverso questi hook, il malware raccoglie e trasmette all’esterno un ampio spettro di credenziali sensibili presenti nell’ambiente dello sviluppatore colpito: chiavi SSH, credenziali cloud per piattaforme come AWS, Azure e Google Cloud Platform, e soprattutto i **token npm di pubblicazione**. È proprio il furto di questi ultimi a rendere l’attacco particolarmente insidioso.
Una volta in possesso dei token di publish, il malware inietta copie di sé stesso in tutti i pacchetti che la vittima ha i permessi di pubblicare, espandendosi ricorsivamente attraverso l’ecosistema. Sono stati confermati almeno **sei pacchetti npm compromessi**, tra cui `@openwebconcept/design-tokens`, `@openwebconcept/theme-owc` e lo stesso `pgserve`. La portata potenziale è amplificata dal volume di download: automagik registrava circa **6.744 download settimanali**, mentre pgserve si attestava intorno a **1.300**.
I dati sottratti non vengono inviati a server tradizionali, facilmente oscurabili, bensì a un **canister sulla rete Internet Computer Protocol (ICP)**, un’infrastruttura decentralizzata che complica significativamente le operazioni di takedown e monitoraggio da parte dei difensori. Il malware contiene inoltre una logica di propagazione **cross-ecosistema**, progettata per colpire anche i pacchetti Python pubblicati su PyPI.
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## Un Contesto di Attacchi Sistemici
L’incidente non è isolato. L’ecosistema npm è sotto pressione costante da parte di attori malevoli che ne sfruttano la natura aperta e la dipendenza universale degli sviluppatori. Solo nelle settimane precedenti erano emersi altri casi rilevanti.
Tra il 1° e l’8 aprile 2026, una campagna di impersonificazione ai danni di Asurion aveva introdotto nel registro pacchetti come `sbxapps`, `asurion-hub-web` e `asurion-core`, tutti progettati per il furto multi-stadio di credenziali, successivamente rimossi dopo la scoperta. Tra il 21 e il 22 aprile 2026, contestualmente all’incidente pgserve/automagik, un worm auto-replicante attribuito all’ambiente Namastex Labs aveva infettato almeno **16 pacchetti npm**, sempre mediante furto di token di pubblicazione, con l’indagine ancora in corso sulla reale estensione del danno.
Il pattern ricorrente è chiaro: typosquatting di strumenti di sviluppo popolari, abuso dei postinstall hook, furto di credenziali e, sempre più spesso, meccanismi di autopropagazione che moltiplicano l’impatto iniziale.
L’identità del o degli attori dietro pgserve e automagik rimane **sconosciuta**. L’utilizzo dei canister ICP per l’esfiltrazione ricorda tattiche associate al gruppo TeamPCP, ma non esistono collegamenti confermati.
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## Come Difendersi
Di fronte a questa minaccia strutturale, le contromisure operative prioritarie sono:
- **Disabilitare l’esecuzione automatica degli script postinstall** tramite il comando `npm config set ignore-scripts true`, eliminando il vettore principale di attacco.
- **Adottare registri curati** con componenti open source verificati, riducendo l’esposizione a pacchetti non validati.
- **Integrare strumenti di Software Composition Analysis (SCA)** direttamente nelle pipeline CI/CD per rilevare dipendenze compromesse prima del deploy.
- **Implementare dependency firewall** per limitare il raggio d’azione in caso di compromissione.
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La natura auto-replicante di questi worm trasforma ogni sviluppatore colpito in un potenziale vettore di diffusione verso altri progetti e team. La superficie d’attacco non riguarda solo chi installa il pacchetto malevolo iniziale, ma potenzialmente l’intero grafo di dipendenze che ne deriva.
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- *Fonti:**
- https://www.infoworld.com/article/4162198/malicious-pgserve-automagik-developer-tools-found-in-npm-registry.html
- https://thehackernews.com/2026/04/self-propagating-supply-chain-worm.html
- https://www.bleepingcomputer.com/news/security/new-npm-supply-chain-attack-self-spreads-to-steal-auth-tokens/
- https://www.csoonline.com/article/4162257/malicious-pgserve-automagik-developer-tools-found-in-npm-registry-2.html
Fonte: Articolo originale