All’inizio del 2026, il panorama della cybersecurity è stato scosso dalla scoperta di due gravi vulnerabilità nel software Ivanti Endpoint Manager Mobile (EPMM), uno strumento utilizzato da molte aziende per gestire dispositivi mobili. Queste falle di sicurezza, identificate come CVE-2026-1281 e CVE-2026-1340, sono state sfruttate attivamente da hacker prima ancora che potessero essere corrette, in quello che gli esperti chiamano attacchi “zero-day”.
Le vulnerabilità in questione permettono a malintenzionati di eseguire codice sui server EPMM senza necessità di autenticazione, ottenendo così controllo completo sui sistemi colpiti. Secondo le ricerche condotte, tra l’1 e il 9 febbraio 2026 sono stati osservati 417 tentativi di sfruttamento di queste vulnerabilità, con un dato allarmante: l’83% di questi attacchi è riconducibile a un singolo attore minaccioso che opera da un indirizzo IP associato a PROSPERO OOO, un provider noto per offrire servizi di hosting “bulletproof” spesso utilizzati per attività illecite. Gli attacchi sono stati condotti utilizzando strumenti automatizzati che verificano il successo dell’infiltrazione tramite callback DNS.
L’impatto potenziale di queste vulnerabilità è significativo, considerando che a livello globale sono esposti su internet tra 1.300 e 1.600 server EPMM. Ivanti ha confermato che alcuni clienti sono stati effettivamente compromessi, mentre Shadowserver, un’organizzazione no-profit dedicata alla sicurezza informatica, ha identificato 86 istanze già compromesse. Poiché EPMM gestisce dispositivi mobili aziendali, una violazione può potenzialmente esporre dati sensibili e offrire un punto d’ingresso nelle reti corporate.
Per proteggersi, le organizzazioni che utilizzano Ivanti EPMM dovrebbero immediatamente verificare se i loro sistemi sono vulnerabili o già compromessi, applicare le patch di sicurezza rilasciate da Ivanti e, se necessario, isolare temporaneamente i server EPMM dalla rete internet. È inoltre consigliabile monitorare attentamente i log di sistema per individuare segni di compromissione e rafforzare l’autenticazione per tutti gli accessi amministrativi.
- Punti chiave da ricordare:
- Un singolo attore minaccioso è responsabile della maggior parte (83%) degli attacchi alle vulnerabilità critiche di Ivanti EPMM.
- Circa 86 server sono stati confermati come compromessi, ma il numero potrebbe crescere considerando che fino a 1.600 istanze risultano esposte su internet.
- L’applicazione immediata delle patch di sicurezza e il monitoraggio dei sistemi sono essenziali per mitigare questa minaccia in corso.
Fonti:
BleepingComputer, The Hacker News, GreyNoise, CyberScoop, Indusface
Fonte: BleepingComputer